Un pò di Storia...

Da diversi secoli la Madonna delle Grazie, effigiata con un affresco nella Chiesa parrocchiale di Guazzino e risalente alla prima metà del 1700, è molto venerata, non solo dagli abitanti del luogo, ma anche dalle popolazioni di Sinalunga, Bettolle e Pieve di Sinalunga. Tanto è vero che, avendo attribuito alla Sua materna intercessione l'essere scampati da una terribile epidemia, le suddette popolazioni  fecero il voto di recarsi ogni anno, il 25 Marzo, festa dell'Annunciazione di Maria Ss. a Guazzino, con tutto il clero, le Confraternite laicali e le insegne parrocchiali. E questo avvenne fino al 1880, allorchè, sorti degli incresciosi litigi tra bettolini e sinalunghesi, questi ultimi decisero di non venire più a Guazzino per questo voto, ma di recarsi in pellegrinaggio al Santuario della Madonna del rifugio sul colle di Sinalunga, il Martedì di Pasqua.
Questa festa è stata da sempre chiamata della "MADONNA DELLE  ROCCHE", perché le ragazze della Val di Chiana offrivano alla Madonna le loro 
rocche piene di canapa o di seta filata con questi strumenti di lavoro tipicamente femminili. 
Erano infatti le donne di campagna che, per la filatura a mano della canapa o della seta o della lana, usavano questi arnesi, costituiti da una lunga asta di legno recante in cima una parte ingrossata a forma cilindrica, nella quale si arrotolava la materia da filare.
Una consuetudine singolare subentrò in questa festa con l'andar del tempo: se le ragazze si facevano accompagnare in processione da un giovanotto, allora era lui a portare la rocca, adorna di fiori e di pizzi, mentre le ragazze gli tenevano il cappello. Ciò stava a significare davanti a tutti il carattere ufficiale, quasi sacro, di un fidanzamento.
Il Parroco poi ricompensava le ragazze, che avevano offerto la seta o la canapa, con un fazzoletto di seta da collo a ricordo del fidanzamento avvenuto.
Nella storia di questa festa c’è da ricordare che nel 1946 il parroco, Batignani Don Amedeo, propose l’incoronazione della Madonna con una raffinata corona in argento, eseguita da un orafo fiorentino. E fu in quella circostanza che tornarono dopo settantacinque anni circa, a rendere omaggio alla Madonna delle Grazie, anche le popolazioni di Sinalunga, Bettolle e Pieve, in segno di una avvenuta riconciliazione.
Fino al 1968 la festa ha avuto un carattere prettamente religioso: veniva celebrata il 25 Marzo e la sera precedente si portavano processionalmente le rocche, mentre un grande falò ardeva davanti alla Chiesa. Se però il 25 Marzo cadeva in tempo di Passione, allora la festa veniva spostata alla seconda Domenica dopo Pasqua. In seguito poi alle avvenute trasformazioni socio-economiche del dopo guerra, anche la festa di Guazzino subì dei cambiamenti, sia pure nell’alveo della tradizione. Il paese, cresciuto in popolazione rispetto al passato, venne ripartito in tre Contrade che presero il nome di Casaccia (color Rosso), Fontana (color giallo) e Torri (color verde), le quali si impegnarono nel superarsi tra loro per offrire alla Madonna la Rocca  più bella possibile.
Queste vengono recate in pubblico con un corteo storico-religioso il giovedì notte antecedente alla seconda Domenica dopo Pasqua. E quindi nel giorno conclusivo di nuovo recate con solennità per le vie del paese.
Inoltre a conclusione dei festeggiamenti viene corso il “Palio delle Rocche”, consistente in una gara a piedi con carretti a forma di antiche bighe romane tra le tre Contrade per contendersi un dipinto (il Palio) eseguito da artisti locali, nel quale deve essere sempre raffigurata la Madonna e risaltare i colori delle tre Contrade paesane.
Il primo Palio corso, risale all'ormai lontano 1969.